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Gli interventi che seguono rappresentano una sintesi della tesi di laurea (“La lavorazione delle gemme. Riferimenti e confronti con la tradizione medievale”), in Conservazione dei Beni Culturali, del dott. Marco Balestrino, appassionato di gemme e d’arte orafa.
Questo lavoro, nato da una esperienza personale, è frutto di studi approfonditi sulle pietre preziose, qui analizzate non solo come “gioie” ornamentali ma come oggetti pregni di virtù, che abbracciano svariati campi, dalla magia alla farmacopea, dall’associazione con le classi sociali fino alle correlazioni astrologiche ed astronomiche.
“Studiare le credenze, le tradizioni ed i costumi dei popoli
che nel trascorrere dei secoli hanno utilizzato le gemme
diventa determinante per capire le tecniche adoperate,
gli stili e le mode che hanno condizionato ed influenzato
le forme raggiunte; quello che in sostanza continua ad
avvenire ancora oggi è imprescindibilmente relazionato
con quello che avveniva in passato….”
Marco Balestrino
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| Il diamante |
Sin dall’antichità, il diamante, gemma dall’indomabile durezza e dall’incantevole trasparenza, è stato eletto icona della sovranità universale, emblema di coraggio ed invincibilità, elemento di terra e simbolo dei suoi più preziosi tesori.
Ricercato ed ammirato da antichi e moderni, il diamante è stato – ed è ancora oggi – legato ad una serie di credenze…
Già i Romani ammiravano le virtù della gemma adamantina, che si credeva – come riporta Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia” ( I secolo d.C.) – avesse le proprietà di neutralizzare tutti i veleni, calmare gli eccessi di delirio ed allontanare gli incubi notturni, nonché di proteggere dalla gotta e dall’apoplessia.
Anche in Oriente, nell’antica tradizione araba, persiana ed indiana, il diamante “fu tenuto in gran pregio”, ammirato per l’incredibile potere magico che lo rese insostituibile elemento di talismani ed amuleti.
In epoca medievale, pur rimanendo immutate le convinzioni sui suoi poteri, cominciò ad essere circondato anche dalla fama sinistra di “pietra maledetta” capace di rivelarsi maligna e pericolosa in mano a persone indegne o malvagie.
Accanto a queste virtù taumaturgiche gli antichi attribuirono al diamante una singolare capacità:
“Se vuoi vincere i tuoi nemici prendi la pietra chiamata Diamante, dal color risplendente e dall’incredibile durezza, e portala legata al lato sinistro.
Allontanerà gli uomini malvagi e le ingiurie”. (Alberto Magno, Delle virtù delle herbe, et animali, et pietre preziose; Et di molte meravigliose cose del Mondo, Venezia,1584) |
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